Le malattie cardiovascolari rappresentano la più importante causa di morte al mondo e la loro elevata e crescente prevalenza incide, anche nel nostro Paese, in modo sostanziale sulla salute pubblica e sulle risorse sanitarie. Prevenire o ritardare la comparsa di malattie cardiovascolari attraverso appropriati stili di vita ed interventi di varia natura, che riducano i fattori di rischio, rappresenta pertanto un obiettivo primario della ricerca scientifica e della medicina pratica.

15 Società Scientifiche, che operano nei diversi ambiti nei quali si articola la prevenzione cardiovascolare e che da anni offrono significativi contributi alla ricerca biomedica internazionale del settore, hanno deciso di allearsi in una “Consulta delle Società Scientifiche per la Riduzione del Rischio Cardiovascolare (CSCV)” per porre in essere una iniziativa che contribuisca allo sviluppo dell’attività scientifica in Italia e all’ottimizzazione della pratica clinica in questo fondamentale campo della medicina.
Consulta delle società scientifiche per la riduzione del rischio cardiovascolare

News

Ricercatori e aziende, etica in pista - Sanità24

VADEMECUM PER CONCILIARE E OTTIMIZZARE L'INDIPENDENZA DELLA R&S E I VANTAGGI DELLE SPONSORIZZAZIONI I rapporti professionali tra ricercatori e aziende, e le implicazioni che tali rapporti possono comportare sull’indipendenza e l’affidabilità della ricerca scientifica e delle opinioni espresse dai ricercatori stessi, sono oggetto di un dibattito che negli ultimi tempi si è fatto serrato. Le letture critiche di questo rapporto prevalgono in genere sui media “laici”, dove sembra dominante l’idea che i ricercatori che collaborano con le aziende sia come consulenti e sia come destinatari di spo

Risk, linee guida non cogenti - Sanità24

RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE No al valore burocratico-legale delle guideline SANITA'24 DEL 17/02/16 Il Parlamento ha concluso l’iter legislativo che modifica il concetto di “colpa” dei medici, che ora sarà esclusa se, nell’esercizio della professione, il medico avrà seguito le linee-guida diagnostico-terapeutiche.

Comitato unico di bioetica?

Pochi mesi fa (10 maggio 2015) Luca Pani, Direttore Generale di AIFA, lanciava dalle pagine del Sole24Ore la proposta di “concentrare le competenze dei Comitati Etici in uno solo nazionale, che rappresenti e deliberi per tutte le sperimentazioni italiane”. La sfida di Pani ha motivazioni che non possiamo che condividere. Il nostro Paese, a causa di regole bizantine che richiedono lunghi e imprevedibili tempi di approvazione dei protocolli e tariffe drammaticamente superiori a quelle di altri paesi europei, è poco attrattivo per la conduzione delle grandi sperimentazioni cliniche.

LA CONSULTA ESPRIME PREOCCUPAZIONE CIRCA LA MOZIONE "Promozione della cultura contro i maltrattamenti degli animali"


La Consulta cardiovascolare-CSCV, costituita da 15 società scientifiche alleate per il controllo del rischio cardiovascolare con una base di più di 35.000 fra  medici e ricercatori aderenti, esprime viva preoccupazione e sconcerto per quanto si è appreso oggi sui giornali circa la discussione al Senato di quattro nuove mozioni sul tema  ‘’Promozione della cultura contro i maltrattamenti degli animali”. Le mozioni intendono impegnare il Governo a rendere ancor più restrittivo il decreto legislativo del 4 marzo 2014 n. 26  di Attuazione della direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, complicando ulteriormente  l’approvazione delle autorizzazioni a utilizzare gli animali da esperimento. 

E’ purtroppo  palese che i proponenti parlamentari delle mozioni non sono informati circa l’ enorme mole di evidenze scientifiche che attestano senza ombra di dubbio che la sperimentazione animale è uno strumento  assolutamente indispensabile per ottenere conoscenze che esitano nello sviluppo di farmaci , nuove  tecnologie  e   terapie salvavita, di cui  beneficiano  i pazienti che assistiamo tutti i giorni nella nostra vita professionale. Questo perché numerosi processi biologici e risposte cellulari sono simili tra specie differenti ,rendendo pertanto il modello animale unico e non sostituibile. Se esistessero  metodi davvero efficaci ed affidabili  in grado di sostituire i modelli animali non esiteremmo ad  utilizzarli, e ciò peraltro viene già fatto -con approccio integrativo rispetto alla sperimentazione  animale - ogniqualvolta  il metodo scientifico e i dati che ne derivano  lo consentono. Per questo condividiamo  i numerosi appelli comparsi oggi sui media, affinché ci si opponga a  decisioni politiche basate su populismo e disinformazione, per tutelare invece con forza la ricerca , che è sempre più ignorata e umiliata nel nostro Paese.


Giuseppe Mancia

 per la Consulta cardiovascolare CSCV

VALORE DEL FARMACO, INNOVAZIONE E CRITERI DI VALUTAZIONE

Punti fermi, incertezze e livelli di condivisione rilevati attraverso un'esperienza multidisciplinare condotta nella Regione Veneto

Introduzione

La definizione di innovazione terapeutica è un punto cardine per la definizione del prezzo di rimborso di un farmaco ed è da lungo tempo oggetto di dibattito sia all’interno delle Agenzie regolatorie che della comunità scientifica nazionale e internazionale (1-6).

Definire l’innovazione rappresenta una necessità sempre più cogente in ragione del continuo incremento della spesa farmaceutica, in un contesto di risorse limitate e a fronte di bisogni di salute in crescita. La corretta allocazione delle risorse diventa, quindi, fondamentale per la salvaguardia della sostenibilità del sistema e per una programmazione sanitaria che sia valida sia nel medio che nel lungo termine.

A FAVORE DI UNA STRATEGIA ENDGAME DEL TABACCO IN ITALIA

Il tabacco è la prima causa evitabile di morte e di malattia a livello mondiale: provoca globalmente oltre 6 milioni di morti l'anno, è responsabile del 12% degli anni di vita persi in Europa. Il Italia è causa di 70.000 morti premature all'anno.
Eppure l'Italia stenta a varare iniziative efficaci contro questo flagello, soprattutto per i presunti effetti che una riduzione del numero dei fumatori potrebbero avere sulle entrate dello Stato.

Incontro della Consulta Cardiovascolare con Luca Pani (AIFA)

Hotel Ambasciatori Palace – Sala Stucchi

Via Vittorio Veneto 62, 00187 Roma

3 Luglio 2014

ore 15:30 – ore 18:30

Obiettivo dell’incontro

Come migliorare la valutazione a lungo termine del beneficio associato al controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare: limiti degli outcome trial randomizzati, biomarcatori e indirizzi per un programma di studio condiviso

IL TAVOLO CHE NON C’È. Per orientare innovazione e investimenti fra aree diverse della medicina - CNR 25 novembre 2013

 

PREMESSE

  • In termini macroeconomici, occorre considerare che, in un paese come l’Italia che è in situazione di stagnazione economica, occorre dare priorità a interventi che promuovano lo sviluppo economico e una ri-allocazione delle risorse nella aree dove maggiore è il contributo al benessere individuale e collettivo. A fronte del progressivo invecchiamento della popolazione e della conseguente crescita dei costi assistenziali, solo una dinamica di sviluppo positivo dell’economia può consentire investimenti adeguati per rispondere ai bisogni sanitari tradizionali (assistenza per acuti) ed emergenti (long-term care).

INFEZIONI RESPIRATORIE E RISCHO DI EVENTI CORONARICI ACUTI: RILEVANZA DELLA PREVENZIONE VACCINALE

 

Le malattie cardiovascolari rappresentano una rilevante causa di morbosità e mortalità nei paesi industrializzati.

I fattori di rischio individuati sono molteplici e tra essi le evidenze scientifiche hanno proposto il ruolo patogenetico delle infezioni respiratorie acute che alimentano i fenomeni infiammatori alla base del processo ateromasico.

La medicina preventiva offre il suo contributo alla riduzione del rischio di malattia e al miglioramento de

Convegno: IL TAVOLO CHE NON C'È: per orientare innovazione e investimenti fra aree diverse della medicina

 

In Italia i tavoli di studio e concertazione abbondano, in particolare in sanità. Si ha spesso l'impressione che quando la politica non sa decidere... crea un tavolo e lì parcheggia idee e proponenti.

Ma, nonostante tutto, vogliamo aggiungerne un altro, piuttosto inedito e... infatti... lo abbiamo chiamato IL TAVOLO CHE NON C'E'': un'occasione di analisi e confronto fra esperti dell'ambito sanitario, che tenti di individuare criteri condivisi per valutare e orientare l'innovazione fra aree diverse della medicina.