Progetti in bozza

Progetto 1

RIVISITAZIONE DELLE CARTE DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE

Premessa

Il progetto nasce dal presupposto, universalmente accettato, che la valutazione del rischio cardiovascolare totale riveste grande importanza per le decisioni terapeutiche che vanno modulate, per ampiezza, intensità e natura di interventi, in funzione dell’entità del rischio stesso: da quello per definizione assai elevato dei pazienti con storia di malattia cardiovascolare o renale, a quello di pazienti senza pregresso evento cardiovascolare ma con fattori di rischio cardiovascolare, diabete o danno d’organo a quelli infine senza particolari fattori di rischio nei quali la prevenzione dovrebbe basarsi pressoché esclusivamente sull’implementazione di un sano stile di vita. Tali fasi potrebbero essere definite come prevenzione terziaria, secondaria e primaria, rispettivamente.

Progetto 2

EFFICACIA DI INTERVENTI FINALIZZATI A MIGLIORARE ADERENZA E PERSISTENZA ALLE TERAPIE CRONICHE

Premessa

L’aderenza (o compliance) ad un regime terapeutico è generalmente definita come la misura in cui i pazienti assumono i farmaci secondo le indicazioni dei professionisti sanitari. Il concetto può essere esteso anche ai comportamenti e alle abitudini salutari indicati dai medici, che contribuiscono a trattare o a controllare un determinato stato patologico. Il termine aderenza è preferito, in quanto compliance suggerisce un atteggiamento passivo da parte del paziente nei confronti delle indicazioni del dottore, mentre il piano terapeutico dovrebbe basarsi su un’attiva collaborazione tra paziente e medico.

Progetto 3

NUOVI FATTORI DI RISCHIO PER MALATTIA CORONARICA: UNO STUDIO DI GENOMICA APPLICATO ALLA POPOLAZIONE ITALIANA

Un’area di ricerca di grande importanza nel campo della prevenzione cardiovascolare è quella che si indirizza non alla individuazione dei fattori di rischio che si associano alla malattia ma ai fattori che, in presenza di elevati livello di rischio, impediscono l’insorgere della malattia. In altre parole alla conoscenza di fattori “protettivi” oltreché  di malattia.

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